LESSICO ANTILLESE
BUCANIERI
La bucana, o “attività del bucaniere“, prese il nome da un procedimento di cottura appreso dagli indiani.
Secondo il cronista Oexmelin, gli indiani dei Caraibi avevano l’usanza di tagliare a pezzi i prigionieri, per poi passarli a fuoco su dei graticci. Arrostire e contemporaneamente affumicare i prigionieri così cucinati era fare il boucan.
I primi abitanti francesi delle Antille adottarono questo sistema di cottura per il bestiame selvatico che cacciavano: la carne, tagliata in lunghe striscie veniva seccata su un fuoco di legno dolce, alimentato da grassi e ossa animali. In questo modo, la si impregnava di un aroma eccellente, e poteva essere conservata molti mesi: un vantaggio non indifferente per le lunghe traversate marittime. Il bucan, divenne il luogo in cui la carne veniva affumicata, e lo stesso termine fu dato alla pratica di questa tecnica.
Quando alla pirateria si affiancò l’attività di caccia e di commercio di carni e pelli, la parola perse il suo significato originario per divenire sinonimo di Filibusta.
Hispaniola era popolatissima di maiali e bestiame inselvatichiti nei boschi e nelle montagne, e fu per molto tempo luogo prediletto dai bucanieri dediti alla caccia, soprattutto nei distretti di Yaguana, Montechristi e Capo San Nicola, abbandonati dalla colonizzazione spagnola alla fine del XVI secolo.
Molti bucanieri erano marinai disertori dagli equipaggi delle flotte spagnole, fiamminghi, biscaglini, galiziani o andalusi, che fiancheggiavano nelle savane dell’isola i marinai francesi e inglesi.
La confusione tra bucanieri e filibustieri, deriva dal fatto che gli stessi individui univano molto spesso le due attività: il saccheggio di porti e di navi era praticato dopo aver dato la caccia al cinghiale e al bovino selvatico su Hispaniola per i rifornimenti delle navi e il commercio di contrabbando.
Il ritratto che fa Oexmelin dei bucanieri nel luglio del 1666, quando la sua nave gettò l’ancora a Port Margot, di fronte all’isola di Tortuga, è il seguente: “Per abbigliamento non avevano che una casacca di tela e mutande che arrivavano a mezza coscia. Bisognava guardarli da vicino, per sapere se questo abbigliamento era o meno di tela, tanto era intriso di sangue. Avevano un colorito bruno, alcuni portavano capelli arruffati, altri annodati; tutti avevano la barba lunga e portavano in vita una custodia di pelle di coccodrillo, nella quale erano appesi quattro coltelli e una baionetta”
CARAIBI
Nome dato dagli indiani Tupinamba del Brasile alle tribù delle Guyane.
I Francesi del Brasile presero a chiamare così gli indiani delle piccole Antille. Questi, verso il 700-800, avevano soppiantato gli Arawak delle piccole Antille, costringendoli a rifugiarsi nelle grandi Antille del Nord.
ISOLE DEL VENTO
nome dato alla parte orientale dell’arcipelago delle Antille, colpita direttamente dall’aliseo, da Trinidad a sud alla Guadalupa a nord. Le due isole francesi, la Martinica e la Guadalupa, sono spesso chiamate col loro nome. Per gli inglesi le Windward designavano la parte meridionale delle Isole del Vento, dalla Granada alla Dominica
ISOLE SOTTO VENTO
nome dato alla parte settentrionale della catena delle Antille, da Monserrat a Cuba, incluso San Domingo. L’insieme di queste isole era riparato dall’aliseo. In tutte le Antille si fa anche la distinzione fra le coste orientali esposte al vento, e le coste occidentali, sottovento; le une sono aperte agli alisei, le altre relativamente secche e protette.
CONTRABBANDO
designa l’insieme delle relazioni commerciali delle potenze europee con le colonie di un’altra potenza, in violazione del monopolio di Privativa, che mirava a lasciare a questa sola potenza il controllo dello sfruttamento delle proprie colonie.
PEZZI DA OTTO
I “pezzi da otto” (pesos de ocho) erano le monete d’argento spagnole più diffuse nei Caraibi. Il loro nome viene dal fatto che valevano otto Reali, ciascuno dei quali a sua volta valeva 34 maravedì, le monete spagnole di minor valore in circolazione. In base ad alcune stime si può ritenere, con tutte le debite precauzioni, che un “pezzo da otto” valesse circa 30 dollari attuali.
FILIBUSTIERE
Dall’olandese vryibuiter, individuo che fa liberamente del bottino; nei Caraibi preferito alla parola “corsaro” per designare coloro che praticavano la corsa con una commessa reale, da non confondere con i fuorilegge del mare chiamati “pirati“.
LINEA
Per linea si intende la spartizione dello spazio tropicale fatta, alla fine del XV secolo, fra portoghesi e spagnoli col trattato di Tordesillas del 1494. Questo trattato portava a 370 leghe a ovest dell’archipelago delle isole Capo Verde la linea di demarcazione delle terre possedute dalle corone di Spagna e Portogallo. La Spagna si faceva così riconoscere il possesso di terre da scoprire e possedere ad occidente di questa Linea, possesso già concesso nell’arbitrato papale del 1493. Si adottò il concetto che il codice delle relazioni internazionali europee non si applicasse ad ovest di questa linea, poiché le potenze non riconobbero la spartizione fra portoghesi e spagnoli. Donde l’espressione “niente pace oltre la Linea“
