LE ROTTE DEI VELIERI
Nel 1492 Cristoforo Colombo entrò nel mare Caraibico arrivando da nord-est, ma la via naturale di accesso è quella che passa per le piccole Antille sud orientali, obbligata dal soffio degli alisei e dalle correnti del mare.
Il bacino Caraibico, denominato anche Mediterraneo Americano per la sua rassomiglianza col nostro Mediterraneo, è un mare pressochè chiuso, reso pericoloso dai venti dominanti e dai numerosi scogli e banchi di sabbia che si celano sotto la superficie dell’acqua; per questo motivo gli Spagnoli, fin dai primi viaggi furono impegnati a tracciarne una cartografia sulla quale tabilire le rotte dei convogli in arrivo e in partenza.
L’entrata si effettuava attraverso il corridoio tra le isole di San Vincenzo, Dominica, Grenada e Martinica, alle quali si accedeva dalle coste più ospitali, non le orientali che ricevono in pieno il soffio degli alisei (coste del vento), ma le occidentali (coste sottovento) che offrivano ancoraggi sicuri, fondali privi di scogli e spiagge sabbiose. Da qui, i venti portatori – trade winds – spingevano i navigli in direzione dell’America Centrale, verso Panama e il Golfo del Messico, per oltre 3000 chilometri.
Limitandosi a seguire i venti e le correnti, si arrivava lungo la rotta settentrionale a Porto Rico, Hispaniola, Cuba, Vera Cruz, mentre sulla rotta meridionale si raggiungevano le isole di Margarita, Cubagua e Curaçao, le città di Maracaibo, Santa Maria, Cartagena fino a Portobello e Panama.
Nella via del ritorno, i convogli carichi d’argento e di merci preziose, seguivano la rotta che da Portobello e Cartagena arriva a L’Avana, attraverso il canale di Yucatàn e poi lo stretto di Florida, oltre le isole Bahamas. Altre vie d’uscita dal mare interno erano il canale di Mona, tra Hispaniola e Porto Rico, e il passaggio della Anegada, tra San Martin e le Isole Vergini.
Nella prima metà del secolo XVII, nelle isole americane si stabilirono sempre più numerosi gli avventurieri dediti al saccheggio. I primi nidi di pirati, come l’isolotto di Old Providence, di fronte alle coste dell’Honduras, ben situato sulla rotta di Panama, quello dell’isola Vaca, a sud di Hispaniola e ancor più quello di Tortuga, a nord della stessa, divennero negli anni 1630 i primi santuari della Filibusta. Successivamente, furono le stesse colonie di Giamaica e di Hispaniola a far da base ai filibustieri, insieme ad alcuni avamposti sulla costa dello Yucatàn (Belize) e nel golfo di Campêche.

